Ernesto Ferrero

Reinventare il mondo. La filologia creativa degli umanisti italiani

A proposito della splendida antologia curata da Rapahel Ebgi e introdotta da Massimo Cacciari

Tra le preoccupazioni che Italo Calvino si portava dietro negli ultimi tempi e che trovano un puntuale riscontro nelle Lezioni americane, c’è quella per la deriva del linguaggio, anzi, per la peste che sembra averlo colpito. Un uso del linguaggio sciatto, impreciso, banale, in definitiva furbesco, truffaldino e corruttore, specchio fedele di una crisi di civiltà. Le patologie del linguaggio sono spia delle malattie morali che svuotano dall’interno le società.

Scienza troppo austera e rigorosa, la filologia non è mai stata popolare da noi, e fa impressione ritrovarla come chiave di volta della corposa antologia dedicata dai «Millenni» Einaudi agli Umanisti italiani per le cure impeccabili di Raphael Ebgi (pp. VI-556 con 16 tavole f.t., € 85). L’intenso, ipnotico saggio introduttivo di Massimo Cacciari è un libro nel libro, dal titolo perentorio: Ripensare l’Umanesimo, non come un armonioso Eden di grandi spiriti, ma come dibattito tormentato che affronta di petto i tem... continua a leggere...

pubblicato in Generale il 01/01/2017

Céline, "tipaccio irrinunciabile"

Esce in traduzione italiana una scelta significativa delle lettere agli editori

“Per quanto sia probabilmente un tipaccio, è di sicuro un grande scrittore”. Siamo nel maggio del 1951, e André Malraux scrive a Gaston Gallimard offrendosi di fare da tramite con l’Indegno per eccellenza, il dottor Louis-Ferdinand Destouches, in arte Céline, ricercato dal1’aprile 1945 per “alto tradimento e intelligenza con il nemico”, imputazione che comportava la condanna a morte. Dopo otto anni di prigione e esilio in Danimarca il reprobo tornava in Francia grazie all’amnistia concessa agli ex-combattenti della Grande Guerra, dove s’era guadagnato una medaglia al valore. Malraux coglieva il punto: esecrabile per il  suo antisemitismo, così  isterico da risultare autocaricaturale, come scrittore resta irrinunciabile.

A lui Gallimard pensava dall’autunno 1947, consigliato da Jean Paulhan. che l’aveva sempre avuto in stima. Nel 1932 la N.R.F aveva mancato il Viaggio al termine della notte per pochi giorni, per colpa delle lentezze del lettore d’allora, Benj... continua a leggere...

pubblicato in Generale il 01/01/2017

Il misterioso caso del traduttore ombra

Daniele Ponchiroli, Luca Lamberti e gli pseudonimi redazionali

La figura vicaria del traduttore, costretto dal gioco delle parti a restarsene in ombra, tra le fila della servitù, anche se è co-autore a pieno titolo dell’opera tradotta, si può arricchire di un ulteriore specificazione. Può diventare un Autore Invisibile 2.0, in cui sparisce anche l’identità personale perché occultata da uno pseudonimo redazionale. È questo il destino del revisore, anche quando il suo lavoro si configura come qualcosa di sostanzialmente diverso rispetto al testo iniziale su cui ha lavorato. Solo di recente, nei titoli di coda dei volumi di alcuni editori  (come ad esempio Minimum Fax) la figura del redattore-restauratore compare con un nome e cognome precisi.

Era pratica diffusa, nella redazione Einaudi dell’epoca d’oro, che traduzioni o cure sottoposte a rifacimenti radicali apparissero a stampa non sotto il nome del traduttore incaricato, che poi non si era rivelato all’altezza delle aspettative, ma sotto il nom-de-plume di un cireneo redazionale, quale che fosse.<... continua a leggere...

pubblicato in Generale il 01/01/2017

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Venerdì 17 marzo, ore 20:45

La libertà come ricerca. Incontro con Bjorn Larsson e Marco Aime

Convento di San Francesco - Via della Motta, Pordenone

Bjorn Larsson è il protagonista della 23a edizione di  Dedicafestival 2017, a Pordenone dall'11 al 18 marzo.


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