Ernesto Ferrero

Grazie Danilo, delizia del genere umano

Siamo in molti a pensare con gratitudine, affetto e profonda commozione a Danilo Mainardi, che ci ha lasciato l’8 marzo. Pochi come lui sapevano porgere il loro sapere con tanto affabile garbo e semplicità. C’era in lui la stessa ammirata curiosità di Primo Levi per la sapiente ingegnosità con cui il mondo animale sa rispondere alle necessità di adattamento negli ambienti più difficili, elaborando strategie di sopravvivenza insieme originali, coerenti ed efficaci. Sapeva trasmettere agli altri il senso di felicità, equilibrio e  appagamento che dà ogni lavoro condotto con serietà e passione. A questo si aggiungeva un vero e grande talento per la divulgazione, che qualche anno fa avevamo premiato ad Alassio, anche se il vero riconoscimento gli è sempre venuto dai colleghi scienziati, dai lettori, da quanti hanno assistito alle sue comparse televisive, in sintonia con l’amico Piero Angela. Due maestri di vita civile, anche, indirettamente.

Tutti ravvedevano immediatamente in lui l&rsquo... continua a leggere...

pubblicato in Generale il 09/03/2017

Il mestiere di scrivere secondo Murakami

Proverbiale per il suo riserbo, lo scrittore giapponese consegna a sorpresa la sua ricetta: più triathlon che scrittura.

Uno scrittore è un po' come l’E.T. del film di Steven Spielberg. Quando deve costruire una ricetrasmittente improvvisata per ricollegarsi con i confratelli va in un ripostiglio e assembla creativamente quel che trova: un ombrello, una lampada a piede, dei piatti, un giradischi. Un romanzo si può costruire in un modo analogo, con uno stock di buon ciarpame. La qualità degli ingredienti non è molto importante, quel che conta è avere accumulato un gruzzolo di dettagli concreti e peculiari, quelli che attirano la nostra attenzione, tanto meglio se inspiegabili. Occorre collezionare questi frammenti, metterci un'etichetta e chiuderli in un’apposita cassettiera mentale, da dove la memoria si incarica di ricuperarli e utilizzarli al momento giusto. Ad animarli penserà la magia, quella non può mancare. “Si possono utilizzare rozzi materiali d'uso quotidiano, semplici parole disadorne, ma se c'è la magia, riusciamo a creare un apparecchio sorprendentemente raffinato”, o almeno efficace. 
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pubblicato in Generale il 26/02/2017

Cesare Pavese editore

Il libro di Gian Carlo Ferretti su uno dei grandi (e meno noti) protagonisti dell'editoria del '900

“Sono lieto che tu aderisca ad asservirti completamente alla casa editrice Einaudi”. Sono le parole con cui il 1 maggio 1938 Giulio Einaudi accompagna la lettera di assunzione di Cesare Pavese. Scherzosamente, ma non poi tanto, perché usava quel tono per dire le sue verità. “Impiegato di concetto di prima categoria”, per 1000 lire al mese deve tradurre dall'inglese 2000 pagine l'anno, rivedere bozze e manoscritti di traduzioni altrui e di opere storico-letterarie, valutare testi inediti. In gioventù sognava di andare in America, a Parigi, di imbarcarsi su un veliero da carico per un viaggio nel Mediterraneo, di scrivere sceneggiature cinematografiche per la Lux. Invece aveva campato di supplenze e di traduzioni: Sinclair Lewis, Herman Melville, Sherwood Anderson, Faulkner, Steinbeck. Al figlio del senatore Einaudi lo aveva segnalato il grande amico Leone Ginzburg. Aveva visto giusto: il nuovo acquisto era il massimo che un editore poteva augurarsi: un tuttofare di altissima qualità, devoto all’etica del fare.

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pubblicato in Generale il 26/02/2017

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Venerdì 02 giugno, ore 18:00

Ferrero Lagioia Starnone. Tre Premi Strega raccontano

Vistaterra - Via Carandini 40, Castello di Parella (TO)

Il Festival La Grande invasione di Ivrea ospite del Castello di Vistaterra.
Alle ore 21 le letture di Neri Marcorè dai romanzi dei tre autori ospiti. Su prenotazione www.vistaterra.it
 
 
 


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